JAMES NACHTWEY IN MOSTRA A PALAZZO REALE

“Memoria”, una grande retrospettiva sul lavoro del fotografo americano James Nachtwey è un ulteriore invito a riflettere sulla tragedia della guerra.

James Nachtwey

© James Nachtwey/Contrasto

La mostra ripropone la grande contraddizione della nostra epoca: la tendenza di sottoporre al pubblico immagini in qualche modo “conturbanti” che illustrano la capacità umana di compiere – solitamente per ragioni d’interesse – iniziative ignobili conducenti a drammi umani di indicibile crudeltà e orrore per le popolazioni civili interessate e per l’ambiente. Continua a leggere

SEBASTIÃO SALGADO A MILANO

In mostra a Forma Meravigli sono esposte, per la prima volta a livello internazionale, trentaquattro immagini di grande formato di Sebastião Salgado in un allestimento di grande impatto.

Sebastiao Salgado

Il numeroso pubblico alla presentazione milanese della mostra di Sebastião Salgado

Il pubblico che ha affollato la Galleria Meravigli fin dalle prime ore del mattino, ha potuto ascoltare la testimonianza di uno dei più grandi fotografi del mondo, che ha spiegato come l’incendio dei pozzi sia stato l’episodio di inquinamento ambientale più grave di tutti i tempi ad opera dell’uomo, paragonabile a una vera e propria guerra. Continua a leggere

ROBERT DOISNEAU-PÊCHEUR D’IMAGES

Robert Doisneau – Pescatore d’immagini

Settanta immagini in bianco e nero ripercorrono al Broletto di Pavia l’universo creativo di Robert Doisneau.

Le Baiser de l'Hôtel de Ville

Robert Doisneau, “Le Baiser de l’Hôtel de Ville”

Il fotografo francese Robert Doisneau (1912-1994) è considerato giustamente allo stesso livello – anche se lui declinò l’invito a farne parte – dei fotografi accreditati alla celebre Agenzia Magnum, come Robert Frank e Henri Cartier-Bresson, antesignani di un genere un po’ inflazionato ai nostri giorni, che viene annoverato con la definizione di “street photography”. Continua a leggere

OLIVIERO TOSCANI AL M.A.X. MUSEO DI CHIASSO

Oliviero Toscani – Immaginare.

Una mostra al m.a.x. museo di Chiasso si propone di comporre una sfaccettata immagine del controverso fotografo Oliviero Toscani, esponendo una congrua quantità di immagini prodotte dal personaggio nel corso di una carriera cinquantennale.

Oliviero Toscani

Oliviero Toscani, fotografo.

La sala del Cinema-Teatro di Chiasso è strapiena. «Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale / per vedere se la gente poi piange davvero». Con questa citazione da una canzone di Enzo Jannacci comincia l’atteso intervento di Oliviero Toscani per introdurre la mostra antologica che la città di confine gli ha dedicato. Continua a leggere

IL MITO DI GILLES VILLENEUVE ALLO SPAZIO OBERDAN

Una passione sfrenata per la velocità e per la competizione, non importa su che mezzo, nella sua breve stagione, Gilles Villeneuve ha conquistato i fan della F1 con il suo sorriso irresistibile, la tenace ostinazione e con un’audacia ai limiti della follia. Una mostra con 170 fotografie di Ercole Colombo e i testi di Giorgio Terruzzi allestita nei locali dello Spazio Oberdan ripercorre la vicenda di questo spericolato pilota.

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FERDINANDO SCIANNA, ISTANTI DI LUOGHI

Calabria, 1973. © Ferdinando Scianna/MagnumPhotos/Contrasto

Il fotografo è un opportunista pronto a catturare le immagini che si compongono di fronte al suo sguardo. Un fotografo cattura un po’ di tutto, del resto dipende anche da quello che gli capita, spesso in maniera del tutto casuale. Il caso implica anche che il fotografo, il fotoreporter, sia impegnato a coprire un certo evento e che, in quella sede, si trovi davanti qualcosa di totalmente diverso o, perlomeno, d’inaspettato. È frequente, a posteriori, che il fotografo poi “scremi” selezioni e raggruppi gli scatti secondo un’idea, secondo concetti o secondo “generi”. Gli capita così di scoprire prospettive e dettagli che non aveva notato precedentemente.  Continua a leggere

LaCHAPELLE – LOST+FOUND A VENEZIA

“LaChapelle – Lost+Found”. Casa dei Tre Oci, aprile-settembre 2017

Dopo Keith Haring (1958-1990) e  Jean-Michel Basquiat (1960-1988), David LaChapelle (1963) è il terzo degli artisti maledetti del newyorkese ventesimo secolo. Il fotografo. Quello che è sopravvissuto. Senza citare alcun nome, LaChapelle spiega di essersi interrogato sul mistero della vita e della morte. E della sopravvivenza. «Perché io no?» O, piuttosto, «Io quando?» Continua a leggere

VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 1.

 

I manicomi emanano un fascino misterioso, intriso di sofferenza, ingiustizia e, non di rado, sadismo. Prima che la legge 180 chiudesse questi luoghi di “contenzione” – una parola che esprime un significato più temibile rispetto al termine “reclusione” – qui, a far compagnia ai “matti”, ai malati reali, come schizzofrenici, paranoici e alienati in generale, venivano recluse tutte quelle persone che, per disabilità psichica congenita, per estroversione o per insofferenza a regole imposte da altri, esprimevano pensieri e comportamenti non aderenti alla “norma”.

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VISITA ALL’EX-MANICOMIO DI VOLTERRA – 2.

Ovviamente, tra tanti presunti matti, ce n’erano molti che soffrivano realmente di nervi fragili, psicosi o sindromi dissociative, che non incontravano un miglior destino. Così come, tra tanti psichiatri più matti dei loro pazienti, ce n’è stato qualcuno che ha veramente cercato di alleviare la sofferenza della malattia mentale, quando non puntato direttamente a un’utopica guarigione. Continua a leggere