PUSIANO – FESTA DELLA MADONNA DELLA NEVE

Fuochi d’artificio in riva al lago

Ogni anno la Madonna della Neve viene celebrata a Pusiano con una grande festa durante la quale le case, i cortili, i portici, barche e la superficie stessa del lago vengono illuminati con “lumitt” e “balunitt”. La gente passeggia tra le bancherelle, pranza per strada e si assiepa in riva al lago per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio. Continua a leggere

LA BATTAGLIA DELLE ARANCE AL CARNEVALE D’IVREA

Domenica Venditti, la “Mugnaia” del 2017, con il “Generale” Claudio Ferrero al Borghetto.

Tutti gli anni a Ivrea, durante il Carnevale, i cittadini scendono in strada per rievocare e celebrare la storia di Violetta la Mugnaia, costretta, secondo il principio medievale dello “jus primae noctis”, a passare la prima notte di nozze con il signorotto della città. Continua a leggere

THE SKY OVER NINE COLUMNS ARRIVA A SANKT MORITZ

Heinz Mack

Ralph Dommermuth è un uomo facoltoso. Mecenate e collezionista d’arte, AD di Internet United AG, quando a Venezia si è trovato di fronte all’opera di Heinz Mack, The Ski Over Nine Columns, installata di fronte alla basilica palladiana di San Giorgio Maggiore, nel contesto della 14a Biennale di Architettura 2014, ha pensato che uno spettacolo di quel genere dovesse essere condiviso con il maggior numero di persone. Continua a leggere

BELLOTTO E CANALETTO – LO STUPORE E LA LUCE

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Ha aperto nella sede museale di Piazza Scala, Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, la grande mostra Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce, che Milano dedica al genio pittorico e all’intelligenza creativa di due artisti di spicco del Settecento europeo: Antonio Canal, detto “il Canaletto” (Venezia 1697-1768) e suo nipote Bernardo Bellotto (Venezia 1722-Varsavia 1780).

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“SAN GIROLAMO SCRIVENTE” ALL’AMBROSIANA

Caravaggio, “San Girolamo scrivente”, 1606. Biblioteca Ambrosiana, Sala Federiciana. Nikon D750, 24 mm (24-120 mm ƒ/4) 0,6" ƒ/4 ISO 640

Caravaggio, “San Girolamo scrivente”, 1606. Biblioteca Ambrosiana, Sala Federiciana

L’iconografia di San Girolamo, uno dei quattro Dottori della Chiesa, risente dell’immagine che deriva da un frammento autobiografico in cui il santo rievoca le asprezze del suo periodo di penitenza nel deserto della Calcide. Seminudo, i capelli sporchi, incolti, il corpo macilento, malcelato da una tela di sacco, martoriato nelle carni dalle mortificazioni autoinflitte, il ventre gonfio, attorniato da insetti immondi e belve feroci.    Continua a leggere